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Biografia

PAOLA MELATO

Nata a Milano da una famiglia di artisti con padre Ermanno stimato fisarmonicista, e zia Mariangela nota attrice italiana.
Negli anni ‘80 le sue esperienze musicali maturano negli ambienti musicali del Nord Italia, con esperienze di Piano Bar con il musicista Pierluigi Giovannelli, eseguendo repertori di Musica Leggera in lingua Inglese e Italiana.

Nel 1989 grazie all’incontro con i maestri A.Greggia E.Zarrelli e R.Fragnito, diventa la protagonista vocale del disco Energy, ottenendo un discreto successo nel mercato straniero della disco dance italiana.
Nel 1992, si trasferisce nel Principato di Monaco dove convola a nozze con un nobile italo/polacco; da questa unione avranno luce due adorate e splendide bambine Jennifer ed Elizabeth.

In questi anni, la passione per la musica rimane viva in Paola che si esibisce, per piacere dei suoi amici e conoscenti, nelle occasioni mondane del Principato.
Sotto la guida dell’insegnante di canto Giulia Betti, cantante lirica dell’Opera di Montecarlo, matura ed approfondisce qualità vocali che le permettono d’intrepretare, a pieno, repertori cantautorali sia italiani che stranieri

Nell’ottobre del 2016 l’incontro con il Maestro Armando Corsi, dà vita ad un progetto di introspezione nel mondo del Musica Colta.
Ad Ottobre 2018 esce il loro primo disco dal titolo “Incontri”, prodotto da Terenzia Ferrari e Roberto Naso.

La particolarità del repertorio è l’esecuzione di brani sia in lingua francese che italiana ed inglese, di grandi autori del passato, ma pur sempre attualissimi, come Michel Legrand, Michel Fugain, Leo Ferré, Claude Nougaro’ Henri Salvador, agli italiani Fabrizio De André Luigi Tenco e Gino Paoli, il tutto collegato da un fil rouge dell’amore.

Questa commistione di lingue ha portato ad incidere brani come “Une belle histoire” (Un’estate fa) metà in francese come nella versione originale di Michel Fugain, e metà in italiano , come nella versione tradotta da Franco Califano;
Per il brano “Jardin d’Hiver” di Henri Salvador, Paola scrive la prima parte del testo in italiano, inspirandosi all’atmosfera Bohemienne del brano del grande musicista francese. L’originalità e l’unicità degli arrangiamenti dei brani ad opera dl maestro Corsi, trova la sua massima espressione ne “Il Canto del Servo Pastore” di De André, scritto durante la terribile prigionia del cantautore genovese ad opera dell’Anonima Sarda, dove l’inizio del brano è il Padre Nostro recitato da un pastore Sardo e l’introduzione delle Launeddas suonate sapientemente dal grande Maestro Mario Arcari.